Spesso mi capita che chi visita l’allevamento desideri vedere i genitori dei cuccioli e trovarne uno che somigli al padre o alla madre, oppure che non gli somigli affatto, perché l’idea che ci si è fatti del proprio Golden è diversa.
Il cane è una delle specie con la più ampia variabilità morfologica: esistono razze grandi come vitelli e altre piccole come conigli, con pelo lungo, corto o quasi assente, e con un’infinità di colori e forme. Orecchie lunghe, arti corti, musi schiacciati, code arrotolate… eppure tutti appartengono alla stessa specie. Tutte queste differenze si trasmettono alla progenie seguendo regole precise: le regole della genetica.
Le origini: Gregor Mendel
L’ereditarietà è una scienza relativamente recente. I primi studi sistematici furono compiuti dall’abate Gregor Mendel nella metà dell’Ottocento. Nonostante il successivo ampliamento della disciplina, le sue leggi restano il fondamento della genetica moderna.
Mendel, dopo aver discusso con altri studiosi di biologia e botanica, decise di intraprendere esperimenti personali sulle piante di pisello, poiché erano economiche, facili da mantenere e offrivano risultati numerosi e osservabili. Il suo obiettivo era comprendere in che modo le caratteristiche dei genitori si trasmettessero ai figli.
Mendel isolò le piante in base a determinate caratteristiche — colore dei fiori, colore dei semi, altezza del fusto — e creò linee pure. Una volta ottenute due linee pure differenti, le incrociò manualmente. La generazione successiva, chiamata ibrida, mostrò sempre la caratteristica di uno solo dei due genitori. Quella caratteristica visibile venne definita “dominante”, mentre l’altra “recessiva”.
Egli contò migliaia di semi: 6022 gialli e 2001 verdi, un rapporto di circa 3:1. Questa costanza indicava una regola universale: la trasmissione ereditaria avviene secondo proporzioni precise e prevedibili.
Da queste osservazioni Mendel dedusse l’esistenza di “unità ereditarie”, elementi invisibili che determinano i tratti di ogni essere vivente. Quei fattori, che oggi chiamiamo geni, si trasmettono dai genitori ai figli secondo leggi matematiche.